Sabato 10 Settembre

Ore 21,00 – Chiostro Santa Chiara – Bari
La solitudine del sovversivo
di e con Marco Bechis, Vijaya Bechis Boll
Musiche composte da Pierpaolo Vitale ed eseguite dai Magpies

Questa prima opera letteraria riprende i temi già affrontati in Garage Olimpo (1999) e Hijos (2002). Le nefandezze della dittatura argentina di Videla sono al centro di questo vibrante memoire in prima persona, poiché Marco Bechis ha vissuto da prigioniero l'ansia e lo sgomento di questa tragedia. Cileno di nascita, in parte italiano ed in parte argentino, Bechis è un regista, produttore e sceneggiatore con una lunga carriera cinematografica alle spalle. Un cinema in gran parte dedicato alla ricostruzione delle tragedie del continente sud americano da diretto testimone degli accadimenti. Insignito di molti premi, ha voluto con il romanzo fissare con le parole ciò che la memoria tende a diluire.

Vijaya Bechis, giovane attrice figlia del regista; le sue principali interpretazioni risalgono al 2009 nel film di Davide Marengo “Crimini 2 – Neve sporca” e nel film “La terra e il vento” di Sebastian Maulucci, dove ha interpretato la parte di Ilaria. Voce piena di sfumature, sarà alle prese con le ansie e le sofferenze dei flash back di suo padre in un delicato contrappunto.
Pierpaolo Vitale & Magpies (Sergio Moleas chitarra Claudio Vitale batteria,G.Marco Tinelli basso). Pierpaolo Vitale chitarrista (in arte Sette) ha vissuto a lungo a Dublino dove ha formato il versante irlandese dei Magpies ed ha composto musica per teatro dove ha lavorato anche come attore. L'incontro un po' di tempo fa in Valle D'Itria con il regista Marco Bechis è stato una folgorazione che ha portato Sette a immaginare l'incrocio di questo testo con il suo rock tutto indie con la convinta approvazione di Bechis. Al lavoro da un paio di mesi, l'impegno della band ha  prodotto una serie di brani nuovi e scoppiettanti riarrangiamenti di vecchi pezzi.

 

17,18,19 Settembre

h.21,00  Parco Princigalli

Underzones

Come consuetudine del festival é importante lo spazio riservato all'interno di Underzones alle produzioni del nostro territorio ,giovani band e progetti arditi costruiti lungo intensi  percorsi di sperimentazione,spesso frustrati da palinsesti poco attenti alle produzioni più innovative.
In queste tre giornate che vengono realizzate in collaborazione con la rassegna Experimenta due giovani band dell'area metropolitana barese Botaniqve ed il Sebastian project ed il violinista salentino Francesco Del Prete . Il giovanissimo gruppo Botaniqve,vincitore della selezione Arezzo Wave  rappresenta un vero e proprio “Concept Group”, Infatti loro stessi non definiscono i botaniqve come una normale band,ma come un processo artistico in continua evoluzione ,che va oltre i soliti standard. Una continua sperimentazione fortemente ancorata all'area indie rock ,ma decisamente rivolta alla ricerca di nuove soluzioni linguistiche .Sebastiano Lillo é il talentuoso deus ex-machina del progetto Sebastian. Straordinario virtuoso chitarrista  fingerstyle ha alle spalle una bella carriera fatta di tour e concerti in giro per diversi paesi del mondo (ha anche suonato a Memphys in Usa).Il progetto tiene dentro l'iniziale  grande amore per le atmosfere blues acustiche con la spinta attuale verso dinamiche più attuali forme e stilemi più aggressivi . Associati alla forma canzone fanno la comparsa ritmi ipnotici e groove essenziali con trame chitarristiche ragtime.Un pozzo di idee che vede sebastiano Lillo anche nelle vesti di produttore di altri gruppi con la sua “Trulletto records”.
Il violinista  Francesco Del Prete rappresenta una delle espressioni musicali pugliesi più interessanti dell'intera scena pugliese.Di lui si é accorta da tempo la critica musicale nazionale che solo pochi giorni fa gli ha dedicato un'intera pagina su Alias l'inserto culturale del Manifesto.Proveniente da studi classici ha interagito con lo sterminato mondo della world music con soluzioni originali ed innovative dandogli attraverso un uso raffinato ed elegante dell'elettronica, contemporaneità. Senza intaccare i presupposti “ancestrali” della tradizione  il suo ultimo lavoro Cor Cordis rivela fino in fondo un intelligente sincretismo nella convergenza e nel dialogo con nuovi linguaggi. Dal vivo il suo violino a cinque corde é una foresta di suoni inimagginabile per uno strumento solo.



Sabato 25 Settembre

Ore 21,00 – Chiostro Di Santa Chiara – Bari

  • “Questa è l'acqua” (di David Foster Wallace), vocalizzazione Totò Onnis
  • Budokan Boys in concerto
  • Julia Kent in concerto (in collaborazione con Experimenta)


Definita come la perfetta metafora del lockdown, questo speech che il grande scrittore David Foster Wallace tenne ai giovani laureati del Kenyon College nel 2005, con parole semplici ma potenti, ha il sapore della parabola, un archetipo del pensiero umano universalmente valido.

Totò Onnis è attore consolidato di grande esperienza. Diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, vanta un curriculum notevolissimo di interpretazioni tra teatro e cinema. È stato uno degli interpreti principali de “E la nave va'” di Fellini e del “Piccolo diavolo” di Benigni. Oltre 20 film, tanto teatro con testi classici e contemporanei e con grandi come G. Patroni Griffi, M. Martone, etc.

I Budokan Boys, di base a Berlino, presentano delizie avant-pop distorte in uno scontro sonoro metafisico di nove canzoni. Byrd, che scrive la maggior parte della musica del duo, ha pubblicato un album strumentale da solista nel 2017 e ultimamente si è ritrovato a elaborare il dolore dopo la perdita di suo padre, ma “So Broken Up About You Dying” non assomiglia in alcun modo a un elogio funebre

La raffinata violoncellista Julia Kent, protagonista della scena newyorchese da solista ed a lungo accanto al fenomeno Antony & Johnson, porta a Time Zones un recital di sue composizioni contemporanee tra avanguardia e delicate armonie.

 

 

Domenica 26 Settembre

Ore 21,00 – Chiostro Di Santa Chiara – Bari

  • Cecilia Chailly
  • Limpe Fuchs – Concerto per sculture sonore


Limpe Fuchs
è una leggendaria musicista sperimentale nata nel 1941. Dopo aver studiato pianoforte e violino nei primi anni Sessanta, ha avviato il progetto Anima con lo scultore Paul Fuchs. Limpe è una vera ricercatrice del suono e ha prodotto innumerevoli registrazioni interessanti con l'uso e la comprensione di strumenti insoliti, per lo più costruiti da sé. Una vera leggenda dell'improvvisazione. Nel corso della sua carriera pluridecennale ha continuato a sperimentare con performance sonore e visive di improvvisazione, utilizzando strumenti fatti a mano e sculture sonore. È stata accreditata anche come un'influenza seminale sul movimento Krautrock, così come sull'underground sperimentale della fine degli anni '70 e dei primi anni '80.

 

 

Venerdì 1 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • Aska Kaneko in concerto
  • Michele Fazio feat. Aska Maret Kaneko e Carlos “el tero” Buschini


Aska Kaneko è ospite nell’ultimo album di Michele Fazio trio “FREE”, prodotto per Abeat Records. Da questa esperienza nasce l’idea di formare questo nuovo trio insieme ad Aska e Carlos Buschini, contrabbassista e bassista, entrambi nei Gaia Cuatro, un quartetto jazz già da anni presente nella scena internazionale. Le musiche di Fazio e le composizioni di Kaneko e Buschini si incontrano e si fondono: l’Italia il Giappone e l’Argentina, tre culture e continenti diversi con un solo linguaggio universale.

Aska Kaneko è compositrice, direttore d’orchestra, violinista e vocalista. Comincia a suonare il violino all’età di 4 anni. Vincitrice nel 1994 come compositrice per quartetto classico d’archi di un importante premio, si stabilisce a Londra dove comincia la sua carriera in irresistibile ascesa che la porterà a coltivare svariati progetti in giro per il mondo, riscuotendo un consenso unanime. Ricordiamo tra gli altri “Aska string project”, con un organico di più di trenta musicisti, “The voice project”, il primo con Aska come cantante, “Asian fantasy orchestra” e “The Asian Bow string Orchestra”, due fra le maggiori proposte mondiali di musica che esplora le tradizioni musicali dell’india, Giappone, Mongolia, Corea, Indonesia ed Uzbekistan. Nel 1998 vince il “Bessie music award” a New York per il suo lavoro su Yoshuco Chuma & the Crash Orchestra. Nello stile di Aska convivono una tecnica impressionante e un'espressività commovente. Agile, delicata e pungente allo stesso tempo, il violino sembra essere continuazione del suo corpo, tramite perfetto fra la sua armonia interiore e il mondo esterno.

Acrobata nella vita e nella musica, Michele Fazio è l’esempio di un musicista eclettico capace di spaziare dal jazz, alla musica classica, alle colonne sonore. Originario di Grumo Appula, il suo stile rappresenta la perfetta fusione di innovazione, tecnica e gusto per la melodia. Dotato di un pianismo trasversale mai banale, le sue composizioni si sono sin da subito ben adattate al commento per immagini. Numerose a tal proposito, le collaborazioni con registi come Mino De Cataldo con il quale ha composto le musiche per tre cortometraggi e Sergio Rubini, suo compaesano ed amico d’ infanzia, per il quale ha composto nel 2000 le musiche del film “Tutto l’ amore che c’è” e nel 2013 le musiche del fortunatissimo recital “La guerra dei cafoni”, grande successo di critica e pubblico. Musicista internazionale, Michele Fazio ha collaborato con artisti del calibro di Patty Pravo, con la quale ha registrato due album, Gianluca Grignani, Antonella Ruggiero, Fabio Concato, Francesco Tricarico, Ronnie Jones, Joyce Yuille, Judith Ermeline, Mick Abrahams (Jethro Thull), accompagnando in tour anche Cochi e Renato e Teo Teocoli.

 

 

Sabato 2 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • opening act: Francesco Schepisi piano solo
  • “Caro Endrigo” – Dario Skèpisi 4tet
  • Gianni Ciardo – “Le mie musiche”


Francesco Schepisi, giovane pianista di scuola classica, è approdato da poco alla composizione contemporanea mantenendo viva una costante irruzione nel jazz e nella musica sudamericana.

Caro Endrigo“ è un omaggio ad un grande della canzone italiana e vede la performance di Dario Skèpisi, Gaetano Partipilo, Leopoldo Sebastiani, Fabio Accardi, con Totò Onnis come voce recitante. Un super gruppo per rileggere in chiave contemporanea parte della grande eredità che ha lasciato alla canzone italiana il cantautore istriano. Non per caso, questo progetto si realizza all'interno di Time Zones, in quanto proprio col festival Sergio Endrigo ha tenuto l'ultimo suo concerto assieme all'Orchestra sinfonica della Provincia nel 2001, al teatro Piccinni, prima della sua scomparsa nel 2005. Nella serata Totò Onnis leggerà versi inediti di Endrigo e di poeti a lui molto vicini.

Gianni Ciardo: addosso a questo brillante attore è cucito lo “stigma della comicità”. Ciardo invece è anche un pianista raffinato, un compositore attento a ciò che accade nella musica contemporanea. Le musiche che negli anni ha scritto per il teatro sono eleganti tessiture e schegge di melodia e per chi vorrà ascoltarlo senza pregiudizi appariranno come uno scrigno di autentiche sorprese. Un recital nelle seriose vesti di concertista, per slegarlo dalla tortura del dover far ridere a tutti i costi e restituirlo al suo pubblico con un volto nuovo.

 

Venerdì 8 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • Rojin Sharafi in concerto

Rojin Sharafi è una compositrice di musica acustica ed elettroacustica. La sua musica attraversa i confini del folk, l’ambient, il metal e le produzioni più contemporanee. Ha lavorato a diversi progetti di arte multimediale e ha collaborato con diversi musicisti, registi, videoartisti e performer.

  • “Il Dio delle piccole cose” Teresa Ludovico (voce e regia), Pit Campanella (immagini)

Musiche originali composte da Nidoja (Domenico Monaco, Nicoletta D'Auria) ed eseguite dalla Time Zones Ensemble, diretta da Sanjay Kansa Banik

Non per caso Il Dio delle Piccole Cose della scrittrice indiana Arundhati Roy, è stato accostato a Cent’anni di solitudine. Sicuramente in questo straordinario romanzo si respira un’atmosfera da “realismo magico”. Gabo ci aveva aperto con tutti i suoi libri uno squarcio su una fetta di umanità a noi sconosciuta, Arundhati Roy ci ha costretti a strappare il velo esotico che da sempre avvolge l’India. Caso letterario importante dello scorso millennio , ha rivelato al mondo una nuova autrice e con lei un’intera generazione di scrittori indiani.
Abbiamo pensato al Dio delle piccole cose perché questo testo riesce a conservare intatto lo
stupore di fronte alle cose della vita riuscendo nello stesso tempo a mettere a fuoco le ferite che l’umanità porta con se. Quel velo esotico ammantato di spiritualismo che avvolge questa
millenaria cultura qui resta intrappolato nelle anse del globalismo inesorabilmente marciante.
Quindi quello che sembra apparire come un punto di vista precisamente geolocalizzato diviene uno
sguardo universale che finisce per riguardare direttamente anche noi. Nel Dio delle piccole cose l’andamento poetico trasforma questo sguardo in una favola a volte dura come sono del resto tutte le favole ed a volte ammaliante come un sentimento.
E’ la storia di un grande amore, e dell’eterno conflitto tra sentimenti e convenzioni, attraverso gli occhi di due bambini, capaci di cogliere le piccole cose e i piccoli eventi al di là di ogni distinzione sociale e morale. Nei loro pensieri e nelle loro parole, espresse in una lingua che deforma l’inglese degli ex dominatori,risuona la critica più radicale a ogni legge che stabilisca chi si deve amare,e come,e in che quantità.
La direzione artistica di Time Zones e la sperimentata sensibilità scenica di Teresa Ludovico hanno immaginato una “narrazione scenica” dove fosse possibile rinvenire l’incanto che il testo genera ed irradia nella lettura. Alle mani di un gruppo di musicisti agglomeratosi intorno al progetto,sul canovaccio musicale composto da Nicoletta Campobasso e Domenico Monaco con le immagini di un navigato e sensibile manipolatore come Pit Campanella, il compito di completare l’andamento sognante di questa favola . In scena la musica e le immagini avvolgeranno la recitazione di Teresa Ludovico senza particolari esotismi cercando di condurre il pubblico nel cuore di questa immensa signora della parola che risponde al nome di Arundhati Roy.

 

 

 

Sabato 9 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • Fagelle in concerto
  • T. Gowdy in concerto
  • ”Il Dio delle piccole cose” (replica)

Fågelle è il progetto musicale dietro il quale si muove Klara Andersson, giovane cantautrice e polistrumentista di Gothenburg, Svezia, che presenterà il suo album di debutto “Helvetesdagar” uscito per Bengans Records e prodotto in collaborazione con Henryk Lipp (Anna von Hausswolff, Millencolin). “Helvetesdagar” è un’esperienza sonora avvolgente che attraverso l’uso di chitarre, campioni, sintetizzatori e il cantato in svedese di Klara ci racconta il presente e le sue contraddizioni a cavallo tra melodie pop, contaminazioni noise e sound art. Un album inquieto e caotico, dolce e pensoso che ricorda lontanamente certe sonorità care a Bjork e Sigur Ros e che giustamente è stato descritto dalla critica come un “morbido pugno in faccia”.


T. Gowdy è un produttore canadese, performer audio/visivo e sound artist. Ha suonato dal vivo in tutto il Nord America e in Europa, ma anche a MUTEK (Montreal, Barcellona), Pico Union Project (L.A.) e Spektrum (Berlino). Dopo aver studiato musica corale e chitarra classica, Gowdy ha proseguito gli studi universitari in registrazione del suono. Negli ultimi 12 anni ha accumulato credits di produzione e ingegneria su oltre 60 album. Dal 2017 T. Gowdy ha pubblicato tre dischi da solista: B-Stock (2018), Vitrify Kate (Liberation Through Hearing, 2018) e Pachira Aquatica, pubblicati a livello internazionale con Shimmering Moods (2019). Come artista del suono, Gowdy è stato Data Salon XXXIII Artist in Residence (2019) di Eastern Bloc. Sulla mitica Constellation records ha pubblicato l’EP “Therapy With Colour”.

 

 

Venerdì 15 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • Maurice Louca in concerto
  • Bari Soundscape – “Rumori e Suoni di una città”

Maurice Louca, musicista e compositore egiziano nato al Cairo, è una delle figure più dotate, prolifiche e sperimentali della fiorente scena artistica sperimentale egiziana odierna. Negli ultimi anni si è guadagnato una reputazione globale attraverso due precedenti album da solista ed una continua formazione ed evoluzione ricca di collaborazioni che sfidano il genere. The Wire ha definito il suo secondo lavoro da solista del 2014, “Salute the Parrot”, «musica notevole, densa e piena di colore». Nel 2017, l’omonimo debutto di Lekhfa, il trio di Louca e dei cantanti Maryam Saleh e Tamer Abu Ghazaleh, è stato elogiato come un “trionfo tagliente” in The Guardian. Suoi i brani più importanti del film tunisino sulla primavera araba “A Peine J'ouvre Les Yeux“, presentato qualche anno fa a Cannes.

Bari Soundscape è un singolare progetto di mappatura del paesaggio sonoro della città di Bari in un mix di field recording e tracce musicali, a cura del collettivo Folklore Elettrico diretto dai suoni sicuri di Marco Malasomma. Un indagine multimediale per andare a scovare un'identità barese depurata dei luoghi comuni così in voga nella vulgata che avvolge la città formato fiction.

 

 

Sabato 16 Ottobre

Ore 21,00 – Teatro Kismet OperA – Bari

  • Losci in concerto
  • “Nella perfida terra di Dio”

Narrazione scenica dall'omonimo romanzo di Omar Di Monopoli (Adelphi 2017), in collaborazione con Nasca Teatri di Terra. Ippolito Chiarello (voce), musiche composte ed eseguite in scena da Go du Gong

L'ultima incursione letteraria di questa XXXVI edizione di Time Zones vede di scena il ritratto a tinte fosche di quello che è stato definito il  western pugliese: il capolavoro di Omar Di  Monopoli “Nella perfida terra di Dio”(Adelphi 2017). Sotto la supervisione dello scrittore l'attore dedito al “barbonaggio teatrale”, Ippolito Chiarello ed il producer Go Du Gong rileggeranno come graffi su una lavagna questo crudo affresco per cui Di Monopoli è stato accostato ora a Faulkner ora a Tarantino. Un lessico aulico intriso di argotico per descrivere le miserie della sottocultura malavitosa di quella perfida terra che ha partorito la quarta mafia: la Sacra Corona Unita. Un affresco fortemente in contrasto con l'immagine da cartolina che la Puglia ha mostrato di sé negli ultimi anni e che ha provocato forti risentimenti in chi non ha mai smesso di nascondere la polvere sotto il tappeto.

Omar Di Monopoli è uno scrittore italiano (nato a Bologna nel 1971). Di radici salentine, ha scelto la Puglia come luogo di ambientazione del narrato, trascolorandola in una terra immaginaria eppure del tutto simile a quella reale, e ritraendone miserie, marginalità e universi criminali attraverso l’uso di un linguaggio personalissimo, che oscilla tra aulicità e dialettismi in un magma evocativo e pulsante fin dalla prima prova letteraria, il romanzo Uomini e cani (2007), cui hanno fatto seguito Ferro e fuoco (2008) e La legge di Fonzi (2010), a comporre una trilogia neowestern fortemente debitrice alla narrativa novecentesca del Sud degli Stati Uniti. Faulkneriani per visionarietà e intrecci narrativi anche la raccolta di racconti Aspettati l’inferno (2014), che mescola generi e tematiche a indagare le contraddizioni e gli stereotipi del Mezzogiorno, e il romanzo Nella perfida terra di Dio (2017), epopea malavitosa e allucinato viaggio dai toni tarantiniani nella malvagità e nei familismi amorali del Meridione.
Losci è il progetto musicale di Francesco Ladisa, produttore pugliese con base nel veneziano, A&R e resident dj di Antistandard Recs. Fissato col lo-fi, esplora le connessioni tra misticismo, rave culture, nuove forme di musica tradizionale dai 4 angoli del globo, miti antichi e nuovi. Ama i breaks jungle, le decostruzioni sporche e glaciali, il calore analogico dei suoni di Chicago e Detroit e cerca di combinare tutte queste vibe in un suono da club mercuriale e fuori dal tempo. I suoi mix sono andati in onda su Noods Radio, 1020 Radio, Unika.FM, Datafruits, Fritto.FM; uno show speciale di lancio al suo secondo EP è stato trasmesso nella mitica Mixology del compianto Andrea Mi. Oltre al suo ricco bandcamp ha tracce in diverse compilation su Biodiversità, Ghost City Collective e Top Billin Music. Nel 2021 uscirà il suo primo album.

 

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