Roberto Cherillo è una delle voci più belle e raffinate del jazz italiano, nonché un pianista fuori dall’ordinario. Compositore e cantautore, la sua ricerca musicale è una costante sperimentazione, che nel corso del tempo ha identificato il canto quale passione principale. Di qui gli studi d’avanguardia sui timbri e sulla voce, passando dal cantautorato anglosassone alle influenze orientali per il canto armonico e non solo.
Il primo album nel 2009, “L’isola della pomice” (Picanto/Egea) con il trio Omparty, che si aggiudica il premio “Suoni di Confine” al MEI di Faenza.
Poi – nel 2011 – “Soffice”(Picanto record), il disco in duo (piano, voce, tromba) con il trombettista Luca Aquino, un lavoro di una forza espressiva ineguagliabile, tributo a Chet Baker. Il Jazzit Awards lo posiziona fra i dieci migliori lavori dell’anno, e Roberto Cherillo si classifica al terzo posto, dopo Gegè Telesforo e Mario Biondi, fra le migliori voci maschili, dal 2011 al 2016.
Nella carriera di Cherillo anche il teatro: diverse le composizioni per spettacoli teatrali, la più recente delle quali quella per “Italianesi”, monologo di Saverio La Ruina (Premio UBU 2012 come miglior attore), della compagnia Scena Verticale, con la quale restera’ in tour per più di un anno, suonando dal vivo. Un modo per vedere la musica in maniera differente, per Cherillo il teatro rappresenta un valore aggiunto al proprio percorso artistico.
Con il progetto “Shine” insieme al pianista barese Kekko Fornarelli, è stato impegnato in concerti per più di un anno e mezzo suonando in 15 paesi esteri.